Senza categoria

Cosenza, la missione del recupero dei monumenti risorgimentali

a cura di Davide Scaglione de “Il Quotidiano del Sud”

Dopo la proposta dellโ€™associazione โ€œKiri da Massaโ€ lโ€™Isri chiede il recupero dei monumenti dedicati al Risorgimento a Cosenza e nella provincia


COSENZA โ€“ LA proposta dellโ€™associazione โ€œKiri da Massaโ€ di realizzare un collegamento viario tra il rione Massa e lโ€™ara dei Fratelli Bandiera nel Vallone di Rovito trova una sponda nel comitato provinciale dellโ€™Istituto per la storia del Risorgimento italiano. La presa di posizione viene dal direttore Giuseppe Ferraro che, pur non entrando nei dettagli tecnici della proposta dellโ€™associazione del centro storico, intende perorare la causa del recupero e della valorizzazione dei monumenti.

Lโ€™ANALISI DI FERRARO

Lโ€™analisi di Ferraro parte dal degrado e dallโ€™incuria che troppo spesso caratterizzano i monumenti dedicati al Risorgimento italiano. ยซSolo per rimanere nella provincia di Cosenza: da Cosenza ad Acri a Rogliano, da San Giovanni in Fiore a Celico, da San Demetrio Corone ad Oriolo, passando per la Sila, le coste del tirreniche e ioniche. Le testimonianze di questa storia sono davvero tante. La maggior parte di loro perรฒ versa in uno stato di abbandono, come manca, a livello di comunitร  civile, la consapevolezza dellโ€™importanza di questo patrimonio culturale. Si tratta di storie, ma anche di testimonianze sottoforma di lapidi, statue, monumenti, mausolei, targhe commemorative, cippi, dipinti, palazzi e spazi naturaliยป. spiega Ferraro.

ยซLe amministrazioni locali dovrebbero collaborare per portare avanti una progettualitร  che miri non solo a riqualificare questo patrimonio, ma in un certo senso a contestualizzarlo in un โ€œsistemaโ€ connettendolo materialmente e anche digitalmente. Ovviamente non possono fare tutto glie enti locali, vie รจ bisogno del concorso dei vari decisori politici nazionali e regionali, come anche il sostegno del mondo della culturaยป, rileva Ferraro. ยซMi auguro che lโ€™Amministrazione comunale di Cosenza, ma anche altre, possano trovare il modo di trovare risorse utili per dare a questi monumenti la giusta dimensione culturale e una piรน efficace fruizione sia per quanto riguarda lโ€™Ara dei fratelli Bandiera nel Vallone di Rovito, che la lapide dei martiri cosentini del 1837 (inaugurata nel 1944) in piazza Giacomo Matteottiยป, prosegue.

UN PATRIMONIO DA SALVAGUARDARE


ยซSi tratta di un patrimonio locale e nazionale allo stesso tempo, fatto di storie che spesso non hanno spazio nei libri di storia, che a buon diritto fanno parte della nostra identitร  nazionale, che rischiano perรฒ di scomparire, essere danneggiati per sempre sotto i colpi dellโ€™incuria e del disinteresse collettivo. Abbiamo lโ€™impressione che la nascita dello Stato italiano non abbia visto il concorso delle regioni meridionali, che invece ne furono protagoniste, anche se non mancarono le delusioni, le contrapposizioni e le promesse mancate durante quel complesso processo che portรฒ allโ€™Italia unitaยป, afferma Ferraro.

ยซQuesto patrimonio monumentale lo dimostra. Tra fine Ottocento e nella prima metร  del Novecento erano solite circolare cartoline postali proprio con questi monumenti stampati. โ€œCronaca di Calabriaโ€ nel 1913 stampรฒ una cartolina con il monumento alla Libertร  in piazza XV marzo. Nel 1939 ne venne stampata unโ€™altra dedicata proprio allโ€™Ara dei fratelli Bandiera e ai martiri cosentini (stampata dalla tipografia De Rose). E tante altre. Era un modo per far conoscere il nostro patrimonio culturale e la nostra partecipazione alle vicende dello stato nazionaleยป, evidenzia il direttore del comitato provinciale dellโ€™Istituto per la storia del Risorgimento italiano.
ยซMi auguro che nel prossimo futuro questi monumenti โ€“ riqualificati โ€“ possano di nuovo fungere da nostra carta identitร  dentro e fuori della Calabriaยป, conclude Ferraro.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.