Lo scorso 30 settembre, nella biblioteca di Sala Borsa a Bologna, all’interno dell’evocativo palazzo D’Accursio, si è tenuta la presentazione del volume “Giornali Prigionieri, la stampa di prigionia durante la Grande Guerra” scritto da Giuseppe Ferraro ed edito da Donzelli Editore.
Ospiti dell’incontro, l’autore del libro il professore Giuseppe Ferraro, la direttrice dell’istituto storico Parri e professoressa Agnese Portincasa, la direttrice dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano di Bologna e professore Elena Musiani.
Coordinatore dell’evento e della serata è stato il Dott. Yossaf Bachkar, membro dell’Osservatorio Giovani Universitari dell’istituto per la storia del Risorgimento italiano di Cosenza.
Si ringrazia la Dott. Rosalia Ragusa responsabile della biblioteca di Sala Borsa per la fattiva collaborazione #giornaliprigionieri
Ieri, 20 Settembre, presso la Domus Mazziniana, nella cornice della XXI Festa della Cultura Calabrese è stato presentato il volume “Giornali prigionieri. La stampa di prigionia durante la Grande Guerra” di Giuseppe Ferraro, edito da Donzelli. Dopo i saluti del Presidente dell’Associazione culturale calabrese – Esperia Dott. Francesco Lochiatto e del Vicepresidente Dott. Celestino Pucci, e del segretario del Comitato di Cosenza dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano Dott. Quintino Berardi, ha avuto inizio la presentazione vera e propria del volume. A moderare l’incontro è stato il Prof. Pietro Finelli, direttore della Domus Mazziniana di Pisa. Interessanti e puntuali sono stati gli interventi del Prof. Carlo Stiaccini, professore associato di Storia contemporanea all’Università di Genova, e del Prof. Francesco Cutolo, docente a contratto presso l’Università di Pisa. L’evento ha avuto una nutrita partecipazione, grazie soprattutto alla componente dei giovani universitari magistrali e triennali, dottorandi e dottori di ricerca.
SANTA SOFIA D’EPIRO 7 Agosto 2025 Un evento di cultura ha soffiato forte a Santa Sofia d’Epiro con l’inaugurazione ufficiale della nuova sezione dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano-Comitato provinciale di Cosenza. L’evento, tenutosi in una serata densa di significato, ha acceso i riflettori sull’importanza della storia come strumento vitale per la valorizzazione dei borghi. L’onore di tagliare il nastro è spettato al direttore dell’Istituto, il professore Giuseppe Ferraro. Insieme a lui, il sindaco di Santa Sofia d’Epiro, l’avvocato Daniele Atanasio Sisca, e l’assessore alla cultura, la dottoressa Maria Teresa Conte, hanno sottolineato l’importanza strategica di questa nuova sezione per il territorio. Durante la cerimonia, è emerso con forza un messaggio chiaro: la storia non è solo un racconto del passato, ma un motore per il futuro. In un’epoca in cui i piccoli centri dell’entroterra si confrontano con la sfida dello spopolamento, la creazione di un polo culturale come l’Istituto per la storia del Risorgimento rappresenta un segnale forte e positivo. Valorizzare le radici storiche di un borgo significa rafforzare l’identità della sua comunità, attrarre visitatori e, in ultima analisi, creare nuove opportunità di sviluppo. Il professore Ferraro ha ribadito come la storia del Risorgimento sia intrinsecamente legata alle vicende dei singoli paesi, e come la ricerca e la divulgazione possano contribuire a riscoprire tesori nascosti e a tessere nuove narrazioni per il futuro dei borghi. La serata è stata anche l’occasione per la presentazione dell’ultimo lavoro del prof. Ferraro, “Giornali prigionieri. La stampa di prigionia durante la Grande guerra”, edito da Donzelli. Un’opera che, attraverso la narrazione della stampa nei campi di prigionia austro-ungarici e tedeschi, evidenzia il ruolo della comunicazione e del pensiero libero anche nelle condizioni più difficili e getta una luce nuova su un periodo storico cruciale che ha avuto strascichi geopolitici fini ai giorni nostri. Numerosa la compagine dei membri dell’IRSI che hanno partecipato all’evento. Tra questi Il professore e giornalista Adriano Mazziotti (corrispondete territoriale di San Demetrio Corone ISRI- Cs): con il suo intervento sul Risorgimento calabrese ha saputo coinvolgere il pubblico con il suo stile incisivo; la prof.ssa Mariagiusy Cirelli corrispondente territoriale dell’ISRI per la sezione di Santa Sofia d’Epiro e la dott.ssa Costantina Bellucci corrispondente territoriale di San Demetrio Corone. Un momento particolarmente toccante e significativo è stato il reading curato con grande sensibilità dalla dottoressa Costantina Bellucci e dal dottor Ernesto Trotta, i quali hanno saputo restituire, con minuzia e passione, alcuni estratti del volume non solo in italiano ma anche in lingua arbëreshë. Questa scelta non solo ha omaggiato la ricca tradizione culturale di Santa Sofia d’Epiro, ma ha anche creato un ponte ideale tra passato e presente, tra Risorgimento italiano e identità arbëreshë, rafforzando il legame tra storia nazionale e storia locale.
Si è tenuta ieri, tra le mura del suggestivo Palazzo Tarsia, in Piazza San Giorgio, la cerimonia di inaugurazione della sede territoriale di Oriolo dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Comitato provinciale di Cosenza. Un evento di grande rilevanza culturale, che segna un nuovo capitolo per la promozione e la diffusione degli studi sul Risorgimento nel territorio cosentino alla vigilia dei suoi 90 anni di attività. La cerimonia ha visto la partecipazione di numerose personalità, testimoniando l’importanza attribuita a questa iniziativa. Tra i presenti, la Sindaca di Oriolo, Simona Colotta, che ha espresso la sua gioia e il suo supporto per l’apertura di questa sede, sottolineando come essa rappresenti un’opportunità unica per la comunità. Accanto a lei, il consigliere Giorgio Battarino, a dimostrazione dell’impegno dell’amministrazione comunale nel sostenere progetti di valorizzazione culturale.
L’Istituto ha potuto contare sulla presenza dei suoi corrispondenti territoriali, figure chiave per la capillare diffusione delle attività di ricerca e divulgazione. Tra questi, gli oriolesi Andrea Amendolara, che si dedica con passione alla storia locale e nazionale, ed il Professore Vincenzo Toscani, noto per la sua poliedricità ed il suo notevole contributo nel campo degli studi risorgimentali. Significativo il suo intervento sul “frate garibaldino” padre Domenico Bianchi, partito da Oriolo nel 1860 con 97 giovani carico di idee liberali ed unitarie.
Il direttore dell’Istituto, Professore Giuseppe Ferraro, ha sottolineato come l’apertura della sede di Oriolo si inserisce in un più ampio progetto di ramificazione dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, che mira a creare presidi culturali diffusi per coinvolgere sempre più cittadini nello studio e nella comprensione di un periodo fondamentale per la formazione dell’identità italiana. Questa nuova sede sarà un punto di riferimento per studiosi, studenti e appassionati, offrendo accesso a risorse documentali e promuovendo iniziative. Presenti anche vari membri dell’Istituto: la professoressa Giacinta Oliva corrispondente per la didattica di Trebisacce; la professoressa Mariagiusy Cirelli corrispondete territoriale di Santa Sofia d’Epiro; Pedace Cosimo e Yossaf Backar in rappresentanza dell’Osservatorio giovani Universitari dell’ISRI.
L’inaugurazione di ieri rappresenta quindi non solo un traguardo per l’Istituto, ma anche un arricchimento per Oriolo e per l’intera provincia di Cosenza, che si conferma sempre più un centro attivo nella promozione della cultura e della storia italiana.
Sta per essere pubblicato il Fascicolo 1/2025 (gennaio–giugno) della Rassegna Storica del Risorgimento, giunta al suo 112° anno di attività editoriale, da sempre espressione del nostro impegno nella promozione e diffusione degli studi storici sul Risorgimento italiano ed europeo. La rivista, edita da Rubbettino, propone in questo numero un ricco sommario che riflette l’ampiezza e la vivacità della ricerca storica attuale. Il fascicolo ospita contributi originali di studiosi affermati e giovani ricercatori, articolati nelle tradizionali sezioni della rivista. In copertina: “Il Moro in camicia rossa” di Alessandro Bonvini, un saggio che racconta la vicenda biografica di un ex schiavo afroamericano nel contesto dell’universalismo garibaldino. A seguire nelle e varie sezioni contenuti tra i quali: Ricerche: Studi di Leonardo Quadrio, Michele Finelli, Ginevra Villani e Irene Polimeni che spaziano dalla rivoluzione haitiana all’educazione mazziniana, dalla celebrità teatrale di Adelaide Ristori all’azione politica di Luigi Ajossa nel Mezzogiorno borbonico. Cantieri del lungo Ottocento: Contributi su botanica, istituzioni e violenza politica, con firme tra cui Elisa Bassetto e Andrea Marino. Carte e Quarantotto: Un saggio di Lucia Aprile sul ruolo del sapere medico-legale durante il conflitto nel Mezzogiorno postunitario. Scaffale aperto e rubriche: Recensioni e discussioni su opere recenti, tra cui i volumi di A. Testi e A. Lorini, oltre a riflessioni su rappresentazioni storiche nel cinema e nelle serie TV contemporanee. Il fascicolo è curato dal Comitato di Direzione e di Redazione della rivista, sotto la direzione del prof. Carmine Pinto, con referaggio a doppio cieco per le sezioni scientifiche. È possibile consultare la lista completa dei membri del comitato sul fascicolo stesso. L’indice completo del fascicolo è consultabile. https://www.risorgimento.it/2025/07/23/in-uscita-il-fascicolo-1-2025-della-rassegna-storica-del-risorgimento/
Il fascicolo sarà in distribuzione dal mese di settembre.
Difendere la pace con liberi pensieri e archeologia di e con Tommaso Greco Prof. Ordinario di Filosofia del diritto Università di Pisa Saluti di benvenuto Domenico Baldino Sindaco di Paludi Riflessioni di Donatella Novellis Parco archeologico di Castiglione, Museo civico di Paludi Incursioni di Quintino Berardi Università di Pisa, ISRI Cosenza
La passione e l’impegno dal maestro all’allievo: incursione di Giuseppe De Rosis Reading delle opere del Prot. Tommaso Greco a cura delle insegnanti allieve della formazione VENERDÌ 1 AGOSTO 2025 ORE 19:00 Piazzetta Meroli – Terranova da Sibari (CS)
L’incontro è organizzato insieme al Comune di Cariati, all’ISRI, all’ICSAIC e alla Deputazione di Storia Patria per la Calabria
Due storici, studiosi appassionati, due fratelli e figli illustri di Cariati e della Calabria che hanno lasciato alla loro terra una preziosa eredità culturale e una chiara testimonianza di valori morali, civili e umani.
Questo erano i professori Franco e Romano Liguori, scomparsi a meno di due anni di distanza l’uno dall’altro (Franco nell’agosto 2023 e Romano nell’aprile 2025) al cui ricordo, mercoledì 23 luglio alle ore 19.00 presso il Civico Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni di Cariati, sarà dedicato un incontro culturale intitolato “La Calabria tra storia, storiografia e territorio: l’esperienza storiografica di Franco e Romano Liguori”.
L’evento è organizzato dalla Direzione del Museo e il Comune di Cariati insieme al Comitato di Cosenza dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano (ISRI), alla Deputazione di Storia Patria per la Calabria, all’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (ICSAIC).
Interverranno: Giuseppe Ferraro, Direttore ISRI e dirigente ICSAIC; il vescovo emerito di Mileto-Nicotera-Tropea e storico mons. Luigi Renzo; il Presidente della Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali (SIPBC) sezione Calabria Marco De Biase e, in videoconferenza, il prof. Giuseppe Caridi, Presidente della Deputazione di Storia Patria della Calabria.
Porteranno il saluto istituzionale e il loro ricordo il Sindaco di Cariati, Cataldo Minò, la Delegata alla Cultura Alda Montesanto e il Delegato ai Turismi Antonio Scarnato.
Durante l’incontro, che sarà introdotto e coordinato dalla Direttrice del Museo Assunta Scorpiniti, ci sarà uno spazio per le testimonianze dal pubblico.
Franco Liguori ha esercitato per oltre un quarantennio l’attività di docente di Lettere, affiancando all’insegnamento un costante impegno negli studi storici, archeologici, artistici e letterari sulla Calabria, collaborando a importanti riviste culturali e svolgendo un’intensa attività convegnistica. È stato Deputato dell’Istituto per la Storia Patria della Calabria, Socio dell’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia di Taranto, dell’ISRI e dell’ICSAIC con incarco di Delegato territoriale. Ha avuto relazioni e collaborazioni con i maggiori esponenti della storiografia meridionalistica. È stato per diversi anni Presidente della Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali (SIPBC) sezione Calabria, con cui ha organizzato eventi di elevato spessore culturale. Tra le innumerevoli pubblicazioni , che hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti, si ricordano i libri redatti insieme al fratello Romano, come “Cariati nella Storia. Vicende di un Comune della Calabria ionica dalle origini ai nostri giorni” (1981); ha inoltre scritto “Grecia e Magna Grecia, il cammino degli dei” (2000), “Sybaris tra storia e leggenda” (2004), “Cariati, la formidabile rocca dei Ruffo e degli Spinelli” (2013), fino all’ultimo, prezioso lavoro “Cariati nel Novecento tra cronaca e storia” (2022).
Romano Liguori, anche lui per molti anni docente di Italiano e Storia presso il locale Istituto di Istruzione Superiore, e Socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, era come il fratello appassionato di studi storici, ma anche di tradizioni e cultura popolare. Insieme a Franco, ha pubblicato, oltre alla monografia “Cariati nella storia”, il volume “Cariati, immagini nella memoria” (1988), “La Parrocchia di S. Maria delle Grazie a cent’anni dalla sua istituzione” (2014), e, negli anni, pregevoli guide storico-artistiche sulla cittadina, oltre a numerosi saggi e articoli. Ha firmato, individualmente, vari volumi di carattere storico-antropologico come “Il culto di San Cataldo tra storia e memoria” (2004), la raccolta di canti popolari “Cariati è bedda e nn’ha ru numu” (2005). Da segnalare, tra l’altro, i suoi vasti interessi sulla storia ecclesiastica e diocesana, per i quali ha partecipato a numerosi convegni e contribuito interessante saggio, “Mons. Eugenio Raffaele Faggiano passionista-vescovo di Cariati. Profilo di un uomo del nostro tempo”, alle iniziative per la canonizzazione del vescovo pugliese.