Appuntamenti e Rassegne

Cantieri di Storia 2019

Si è svolto presso l’Università degli studi di Modena la decima edizione dei “Cantieri di Storia”, promossi dalla società Italiana per lo studio della storia contemporanea (SISSCO) e Università di Modena. All’interno del convegno ha relazionato anche il nostro Presidente Giuseppe Ferraro con un intervento dal titolo: “Il giglio sacro. I Borbone e il discorso religioso legittimista in Calabria dopo il 1861”.

Comunicati Stampa

Comunicato Stampa: Riparte l’attività dell’Istituto per l’anno 2019-2020.

Cosenza, 20/09/2019. Riparte l’attività dell’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano – Comitato Provinciale di Cosenza per l’anno 2019-2020. È fresco di nomina anche il suo nuovo presidente nella persona del Prof. Giuseppe Ferraro, giovane storico originario di Longobucco, da anni impegnato nella ricerca storica, nella didattica della storia e nella valorizzazione culturale del territorio, in corsi di formazione del personale docente e degli studenti. A Ferraro e al consiglio direttivo sono subito giunti gli auguri di buon lavoro da parte del prefetto Francesco Paolo Tronca, commissario straordinario dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano di Roma. In questa settimana Ferraro ha già indicato una serie di attività che l’Istituto porterà avanti per il periodo 2019-2020 insieme al consiglio direttivo, formulando anche gli auguri agli studenti per l’inizio del nuovo anno scolastico e per il prossimo anno accademico nelle università calabresi. L’Istituto per la storia del Risorgimento italiano è una delle più antiche istituzioni culturali e di ricerca presenti in Italia, nato nel 1906. Ha sede a Roma nel complesso monumentale del Vittoriano, il presidente è nominato dal ministro per i Beni e le attività culturali, gestisce il Museo del Vittoriano. Il Comitato provinciale di Cosenza dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano ha una storia decennale, tra le sue finalità, come si evince dall’art. 1 dello statuto, si evidenziano quelle: di promuovere e facilitare principalmente gli studi sulla storia d’Italia del periodo preparatorio dell’Unità e dell’Indipendenza sino al termine della Prima guerra mondiale. Considerando però che tutta la Storia è storia contemporanea, ovvero che le domande sul passato muovono sempre da esigenze dell’attualità, promuove e facilita gli studi e le ricerche anche su tutta la Storia moderna e contemporanea fino ai giorni nostri (per una maggiore precisione dal Settecento all’età contemporanea), raccogliendo documenti, pubblicazioni, cimeli, curando edizioni di fonti e di memorie, organizzando congressi scientifici, attività di ricerca e di didattica, percorsi di cittadinanza e costituzione, corsi di formazione per studenti e docenti, seminari e convegni, attività di alternanza scuola lavoro, sostegno per tirocini formativi rivolti gli studenti delle lauree triennali e magistrali, post-laurea e per la realizzazione di percorsi didattici, la stesura di tesi di laurea e dottorali o pubblicazioni che hanno come finalità la promozione del territorio regionale calabrese e non solo. Al suo interno sono attivi anche un laboratorio per lo studio delle classi dirigenti, un osservatorio sull’attualità con speciale riferimento ad alcune problematiche come le migrazioni, il neoborbonismo, i modelli di comunicazione, per la formazione permanente dei docenti, per l’insegnamento della storia e della didattica.

Tutta l’attività del Comitato provinciale di Cosenza è supportata e monitorata da un Comitato scientifico e da una Commissione didattica. I due gruppi vedono la collaborazione, il confronto e attività di lavoro, dei principali studiosi del periodo storico e delle problematiche trattate. Il nuovo presidente ha dichiarato che l’Istituto, per meglio espletare le sue finalità, deve portare avanti un’azione omogenea su tutto il territorio. Un territorio si valorizza – ha ribadito Ferraro – e si sviluppa solo conoscendolo, la storia e la cultura, sono le due chiavi fondamentali della porta dello sviluppo che deve essere economico – turistico, ma anche umano, sociale e culturale.

Dylan Brunetti

Buona Lettura

Buona lettura. Il Palio di Siena – Una Festa Italiana.

Oggi, non a caso, considerando che è il Giorno del Palio di Siena, per la nostra rubrica Buona Lettura suggeriamo “Il Palio di Siena, Una Festa Italiana” di Duccio Balestracci. Un libro affascinante che oltre a ripercorrere la storia del Palio di Siena, approfondisce i motivi per i quali questa giostra medievale ha resistito negli anni nella città, alimentata da uno stile di vita – quello legato alla contrada – che non si è perso con il passaggio alla modernità.

Il Palio di Siena non è una corsa di cavalli. O meglio: sì, è una corsa di cavalli, ovviamente, ma la galoppata che scatena la passione dei senesi e la curiosità di chi la segue è soprattutto un compendio, in poco più di un minuto, di una storia che non è fatta solo di cavalli che corrono e che non è neppure solo senese. Il Palio è un caleidoscopio attraverso il quale possiamo fare un viaggio nel tempo, in secoli di feste italiane.

Il Palio di Siena nasce nel Seicento e solo nell’Ottocento prende la sua attuale veste ‘medievale’. Paradossalmente diventa così ciò che nel Medioevo non era: una festa ‘fatta’ dal popolo, dal momento che fino al XVII secolo era una festa ‘offerta’ al popolo. Da questo punto di vista il Palio costituisce un esempio clamoroso di invenzione della tradizione. La festa senese, inoltre, non è mai stata sempre uguale a se stessa perché è stata ridefinita in tutte le sue componenti dalla storia dei tempi: quella nazionale e in qualche caso quella sovranazionale. La storia del Palio di Siena è, dunque, solo in parte storia che riguarda una singola città: per molti aspetti si tratta di una vetrina del modo in cui, nei secoli, si è trasformata la festa urbana e si è consolidato l’immaginario che essa ha suscitato. Ma come ha fatto una festa del tutto simile a una miriade di eventi analoghi a sopravvivere solo a Siena? Perché la contrada, il vero nucleo sociale aggregante del Palio, è riuscita qui a resistere e a costituire un modo di vivere che altrove si è perduto con il passaggio alla modernità? Una ricostruzione appassionante degli avvenimenti che contornano la corsa di cavalli più famosa al mondo insieme al racconto di quanto di vero, reale, semireale o totalmente fantasioso si è sedimentato intorno a questo evento, affascinando antropologi, giornalisti, scrittori, poeti, registi cinematografici e viaggiatori di ogni epoca.

Buona Lettura

Informazioni tratte da Laterza

Buona Lettura

Buona Lettura. La guerra per il Mezzogiorno

In questo primo appuntamento della rubrica Buona Lettura, suggeriamo “La guerra per il Mezzogiorno” di Carmine Pinto.

La guerra per il mezzogiorno

L’opera edita da Laterza, pone al lettore la domanda: il brigantaggio fu l’eroica resistenza meridionale al colonialismo sabaudo o la sfida allo Stato di bande criminali?

La guerra per il Mezzogiorno concluse la crisi del Regno delle Due Sicilie, determinò il successo dell’unificazione italiana e marcò la complicata partecipazione del Mezzogiorno alla nazione risorgimentale. Iniziò nel settembre del 1860, dopo il successo della rivoluzione unitaria e garibaldina, e si protrasse per un decennio, mobilitando re e generali, politici e vescovi, soldati e briganti, intellettuali e artisti. Non fu uno scontro locale, perché coinvolse attori politici e militari di tutta la penisola e d’Europa, ma non fu neppure una guerra tradizionale: i briganti, le truppe regolari italiane, i volontari meridionali si sfidarono nelle valli e nelle montagne in una guerriglia sanguinosa, del tutto priva dei fasti risorgimentali. Si mescolarono la competizione politico-ideologica tra il movimento nazionale italiano e l’autonomismo borbonico; l’antico conflitto civile tra liberalismo costituzionale e assolutismo; la lotta intestina tra gruppi di potere, fazioni locali, interessi sociali che avevano frammentato le città e le campagne meridionali. Questo libro, per la novità di materiali e documenti usati e per la vastità delle ricerche compiute, offre una prospettiva sulla guerra di brigantaggio che innova interpretazioni fino a oggi date per acquisite.

Buona lettura

Informazioni tratte dal sito Laterza