Buona Lettura, pillole di storia

La Breccia di Porta Pia. 20 settembre 1870 – 20 settembre 2020

Con la Breccia di Porta Pia si decretò la fine dello Stato pontificio. Il 3 febbraio 1871 Roma diventava capitale del Regno d’Italia.

Inoltre, al seguente link, segnaliamo come Buona Lettura un libro di Hubert Heyriès.

https://www.mulino.it/isbn/9788815290380

Appuntamenti e Rassegne, Buona Lettura

“Il Gazzettino di Wonbaraccopoli e L’Attesa”

È stato pubblicato da pochi giorni il nuovo volume di Giuseppe Ferraro sui giornali di prigionia durante la Prima guerra mondiale, “Il Gazzettino di Wonbarracopoli e l’Attesa”. Due esperienze giornalistiche nei campi di prigionia della Grande Guerra per i tipi della Pubblisfera che per l’occasione ha curato anche un’edizione pregiata.

Il volume è stato patrocinato dal comune di San Giovanni in Fiore con la collaborazione dell’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea (ICSAIC). La sua prima presentazione (patrocinata dall’ Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea, dalla Deputazione di Storia patria per la Calabria e dall’Istituto per la storia del Risorgimento italiano-Comitato provinciale di Cosenza) si terrà sabato 12 settembre a San Giovanni in Fiore nei magazzini badiali con gli interventi di Gianfranco Nicoletti (Magnifico Rettore dell’Università “Vanvitelli” di Caserta), del prof. Giuseppe Barberio, del sindaco Giuseppe Belcastro e dell’assessore alla cultura Milena Lopez.

Secondo alcune stime i prigionieri italiani rinchiusi nei campi dell’impero austro-ungarico e della Germania furono circa 600.000, 100.000 morirono per malattie e stenti. La nuova ricerca di Ferraro (che riprende quella portata avanti con l’ICSAIC in occasione dei 100 anni della decimazione della Brigata Catanzaro) presenta dall’interno il mondo e la vita dei prigionieri. Si tratta di un lavoro originale e soprattutto innovativo per l’utilizzo a livello storiografico e di ricerca storica di fonti nuove per lo studio della prigionia durante il primo conflitto mondiale come i giornali composti dagli stessi prigionieri italiani, in questo caso nei territori austro-ungarici. Anche in questo volume l’autore riesce a coniugare il rigore della ricerca scientifica, con un linguaggio chiaro, esplicativo, funzionale anche alla progettazione didattica. Questi giornali avevano l’obiettivo di sostenere psicologicamente e materialmente i prigionieri. Potevano essere compilati a mano, disegnati o poligrafati. Per certe loro caratteristiche, potevano essere inquadrati nella produzione dei periodici nati dal clima di guerra. Nonostante queste esperienze giornalistiche, avevano avuto origine in un contesto di evidente negazione-privazione-limitazione della libertà, risultavano però più dialettiche e aperte al confronto, rispetto alle esperienze giornalistiche nate nelle trincee e nel fronte interno.

L’autore è nato Longobucco, professore di Filosofia e storia, dottore di ricerca presso l’Università degli studi della Repubblica di San Marino, collabora con l’Università della Calabria e l’Università per stranieri di Reggio Calabria; è membro del comitato scientifico dell’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea, dove è anche responsabile della sezione scuola e didattica. È deputato di Storia patria per la Calabria, fa parte della redazione della rivista «Giornale di Storia contemporanea» e il «Pensiero storico»; dal 2018 anche del Centro studi “Paolo Prodi” per la Storia costituzionale (Università di Bologna). Dal 2019 è membro della commissione nazionale scuola e didattica della Società italiana per lo studio della storia contemporanea. Le sue ricerche hanno ricevuto importanti riconoscimenti tra i quali: “Spadolini-Nuova Antologia” a Firenze, “P.P. D’Attorre” a Ravenna, “Troccoli Magna Graecia” e “Amaro Silano” in Calabria.

La sua recente monografia Il prefetto e i briganti (Le Monnier-Mondadori) ha ricevuto anche la menzione speciale al premio “Sele d’oro” ed è stata tra le cinque finaliste nazionali dell’Opera prima SISSCO nel 2017. Ha pubblicato lavori sulla questione unitaria italiana, il brigantaggio, classi dirigenti liberali, la Prima guerra mondiale, il fascismo, le guerre coloniali, gli internati militari (IMI) e la Resistenza; collabora con il Dizionario biografico degli italiani della Treccani e con l’enciclopedia internazionale 1914-1918-online. International Encyclopedia of the Firt World War, su percorsi didattici e questioni relative alla formazione docenti durante la fase del TFA. Attualmente è presidente dell’Istituto per la storia del Risorgimento Itaaliano-Comitato Provinciale di Cosenza.

Augurandovi una buona lettura, troverete ulteriori indicazioni sulla locandina.

Appuntamenti e Rassegne, Buona Lettura

I Feniani: dalla matrice mazziniana all’invasione del Canada

È stato appena pubblicato dalla casa editrice “Il Sileno Edizioni” il volume “I Feniani: dalla matrice mazziniana all’invasione del Canada”, scritto dal giovane studioso Antonio Migliuri.

Attraverso un progetto di storia transnazionale, il volume intende studiare le interconnessioni tra il Risorgimento italiano e la lotta per l’indipendenza irlandese nel XIX secolo, evidenziando come questo ambiguo rapporto, insieme ad altri fattori, contribuì alla nascita dello stato del Canada. Centrale nella ricerca saranno le idee di Giuseppe Mazzini e della Fratellanza feniana. Fratellanza feniana che attinge a piene mani dalla retorica del patriota genovese.

Antonio Migliuri nasce a Cosenza il 04/05/1988. Nel 2014 decide di iscriversi al corso di laurea triennale in Filosofia e Storia presso l’Università della Calabria. Successivamente prosegue il suo percorso di studi con la laurea specialistica in Scienze Storiche con indirizzo moderno e contemporaneo. Porta a termine il suo percorso nel 2019 con la tesi “I feniani: dalla matrice mazziniana all’invasione del Canada”, redatta dopo un semestre di ricerca a Toronto, presso il Glendon College della York University of Toronto. I suoi interessi di studio riguardano il periodo risorgimentale inquadrato in un’ottica transnazionale.

La prefazione è a cura del Prof. Giuseppe Ferraro, Presidente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Comitato Provinciale di Cosenza.

Il volume è disponibile in formato Open Access al seguente link.

Buona Lettura

Buona Lettura. Il poeta cospiratore

Offriamo ai gentili lettori un approfondimento sulla figura di Biagio Miraglia, grazie ad un testo inviatoci dal Prof. Franco Liguori.

http://bit.ly/ilpoetacospiratore

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Buona Lettura. Una Union Sacrée per la Pace e per la Rivoluzione. Il movimento dei giovani sovversivi meridionali contro la guerra (1914-1918)

In occasione dell’11 Novembre, data in cui nel 1918 è stato siglato l’Armistizio di Compiègne, per la nostra rubrica Buona Lettura suggeriamo “Una Union Sacrée per la Pace e per la Rivoluzione. Il movimento dei giovani sovversivi meridionali contro la guerra (1914-1918) di Daria De Donno.

Allo scoppio del primo conflitto mondiale l’adesione della gioventù patriottica e nazionalista alle spinte interventiste ha messo in ombra l’esistenza di un opposto fronte giovanile, antimilitarista e internazionalista, che dai mesi della neutralità e per tutto il periodo bellico tenta di dare forma a un articolato movimento dal basso contro la guerra, per la pace, per la rivoluzione sociale.
Il volume ricostruisce – con un taglio che, nel quadro di una narrazione più generale, privilegia la realtà meridionale – le vicende di una minoranza organizzata di giovani e in alcune congiunture di giovanissimi (appartenenti al mondo rurale e artigianale/operaio), che cercano di farsi interpreti e di mobilitare quella ‘maggioranza silenziosa’ che non trova altre voci, proponendo una dimensione alternativa a quella della retorica del sacrificio per la patria. Il progetto fallisce, ma lascia dietro di sé una significativa eredità valoriale che può essere colta, in una prospettiva di più lungo periodo, nel corso del Novecento.

Buona Lettura

Informazioni tratte da Mondadori Education

Buona Lettura

Buona lettura. Il Palio di Siena – Una Festa Italiana.

Oggi, non a caso, considerando che è il Giorno del Palio di Siena, per la nostra rubrica Buona Lettura suggeriamo “Il Palio di Siena, Una Festa Italiana” di Duccio Balestracci. Un libro affascinante che oltre a ripercorrere la storia del Palio di Siena, approfondisce i motivi per i quali questa giostra medievale ha resistito negli anni nella città, alimentata da uno stile di vita – quello legato alla contrada – che non si è perso con il passaggio alla modernità.

Il Palio di Siena non è una corsa di cavalli. O meglio: sì, è una corsa di cavalli, ovviamente, ma la galoppata che scatena la passione dei senesi e la curiosità di chi la segue è soprattutto un compendio, in poco più di un minuto, di una storia che non è fatta solo di cavalli che corrono e che non è neppure solo senese. Il Palio è un caleidoscopio attraverso il quale possiamo fare un viaggio nel tempo, in secoli di feste italiane.

Il Palio di Siena nasce nel Seicento e solo nell’Ottocento prende la sua attuale veste ‘medievale’. Paradossalmente diventa così ciò che nel Medioevo non era: una festa ‘fatta’ dal popolo, dal momento che fino al XVII secolo era una festa ‘offerta’ al popolo. Da questo punto di vista il Palio costituisce un esempio clamoroso di invenzione della tradizione. La festa senese, inoltre, non è mai stata sempre uguale a se stessa perché è stata ridefinita in tutte le sue componenti dalla storia dei tempi: quella nazionale e in qualche caso quella sovranazionale. La storia del Palio di Siena è, dunque, solo in parte storia che riguarda una singola città: per molti aspetti si tratta di una vetrina del modo in cui, nei secoli, si è trasformata la festa urbana e si è consolidato l’immaginario che essa ha suscitato. Ma come ha fatto una festa del tutto simile a una miriade di eventi analoghi a sopravvivere solo a Siena? Perché la contrada, il vero nucleo sociale aggregante del Palio, è riuscita qui a resistere e a costituire un modo di vivere che altrove si è perduto con il passaggio alla modernità? Una ricostruzione appassionante degli avvenimenti che contornano la corsa di cavalli più famosa al mondo insieme al racconto di quanto di vero, reale, semireale o totalmente fantasioso si è sedimentato intorno a questo evento, affascinando antropologi, giornalisti, scrittori, poeti, registi cinematografici e viaggiatori di ogni epoca.

Buona Lettura

Informazioni tratte da Laterza

Buona Lettura

Buona Lettura. La guerra per il Mezzogiorno

In questo primo appuntamento della rubrica Buona Lettura, suggeriamo “La guerra per il Mezzogiorno” di Carmine Pinto.

La guerra per il mezzogiorno

L’opera edita da Laterza, pone al lettore la domanda: il brigantaggio fu l’eroica resistenza meridionale al colonialismo sabaudo o la sfida allo Stato di bande criminali?

La guerra per il Mezzogiorno concluse la crisi del Regno delle Due Sicilie, determinò il successo dell’unificazione italiana e marcò la complicata partecipazione del Mezzogiorno alla nazione risorgimentale. Iniziò nel settembre del 1860, dopo il successo della rivoluzione unitaria e garibaldina, e si protrasse per un decennio, mobilitando re e generali, politici e vescovi, soldati e briganti, intellettuali e artisti. Non fu uno scontro locale, perché coinvolse attori politici e militari di tutta la penisola e d’Europa, ma non fu neppure una guerra tradizionale: i briganti, le truppe regolari italiane, i volontari meridionali si sfidarono nelle valli e nelle montagne in una guerriglia sanguinosa, del tutto priva dei fasti risorgimentali. Si mescolarono la competizione politico-ideologica tra il movimento nazionale italiano e l’autonomismo borbonico; l’antico conflitto civile tra liberalismo costituzionale e assolutismo; la lotta intestina tra gruppi di potere, fazioni locali, interessi sociali che avevano frammentato le città e le campagne meridionali. Questo libro, per la novità di materiali e documenti usati e per la vastità delle ricerche compiute, offre una prospettiva sulla guerra di brigantaggio che innova interpretazioni fino a oggi date per acquisite.

Buona lettura

Informazioni tratte dal sito Laterza